IL PERCHE’ DI QUESTO PROGETTO

Perché questo libro? Sono molte le ragioni.

Antonio Gramsci è uno degli scrittori italiani di ogni tempo più studiato e tradotto al mondo. So che esistono oltre ventimila titoli che riguardano il pensatore sardo, e so che le pubblicazioni interessano oltre quaranta lingue diverse, di ogni continente.

Ecco la prima ragione: mancava nel novero delle innumerevoli pubblicazioni, una che riassumesse la vita di Gramsci in sardo. Ho voluto farlo io. Una scommessa impegnativa, molto impegnativa. Con tanta passione e impegno ci sono riuscito.

Il migliore amico che abbia mai avuto, e che non c’è più, Peppino Marotto, aveva per Gramsci una sorta di venerazione. Mi diceva spesso che, quando la politica italiana lo rattristava, leggeva Gramsci e trovava conforto, una spiegazione a tutto. La vita portò in carcere anche lui. Anche lui fece isolamento: isolamento volontario per leggere Gramsci. Mi sembrava di avere un debito morale nei suoi confronti. Ho scritto il libro. E nello scrivere ho sentito di fare una cosa che Peppino avrebbe gradito molto. Forse sarebbe stato orgoglioso di me, suo umile allievo verseggiatore. Il libro è per lui come una dedica speciale, molto sentita.

E c’è anche un altro Peppino. Lo scrittore Giuseppe Fiori, autore del libro “Vita di Antonio Gramsci”, che mi regalò durante la campagna elettorale per le politiche del 1979. Instaurammo un bel rapporto personale, durato molti anni, si spese per far conoscere i tenores di Neoneli, fu gradito ospite al mio matrimonio.

Mi piaceva moltissimo il suo modo di fare giornalismo, uno stile asciutto che si riscontrava in ogni suo scritto. Celebri anche altre biografie.

Quando mi regalò il libro lo lessi in due giorni. Il volume mi spinse poi ad altre letture su Gramsci, ed acquistai non poche pubblicazioni. Fu un periodo di grande impegno, di grande studio. Tutto nasce da quel libro.

Passarono i decenni. Qualche estate fa ripresi in mano la biografia e la rilessi. Scattò qualcosa. Decisi che avrei scritto la vita di Gramsci in sardo. Il libro di Fiori fu la prima vittima del mio impegno: letteralmente lo feci a pezzi, a furia di sfogliarlo e risfogliarlo. Lo acquistai nuovamente.

Non so, oggi, da quanti politici Gramsci sia conosciuto, come e quanto. Ma so che a tanti, forse gioverebbe una sua lettura critica.

Gramsci veniva ascoltato come un oracolo, ma più spesso lui taceva “per ascoltare gli altri”. Non voleva essere lui il maestro: si sentiva sempre il discente. Lui imparava dagli operai, dai contadini, dal pastore sardo, dalle stoiche e silenziose donne del villaggio, dei suoi orizzonti.

L’umiltà, virtù rara.

La bramosia della conoscenza, dello studio, la voglia di investigare il processo dell’uomo, della civiltà, delle nazioni, le classi subalterne, la questione meridionale, la teoria e la prassi. Qualità sempre più desuete, forse, nel nostro panorama, almeno in buona, buonissima parte.

Fra i mille argomenti che Gramsci ha trattato nei suoi studi, nei Quaderni, nelle Lettere, vi è anche il mondo del folclore, delle tradizioni popolari. Sono per lui argomenti di grande importanza, non secondari. Sono lo specchio del tempo in cammino, mai fermo, mai ingessato. Le tradizioni popolari legate al processo umano, non ancorate al passato remoto e perciò immutabili e retrograde, ma vive e vitali, e plasmate dal progresso, se e quando c’è. Non frivolo passatempo, quindi, per alimentare il dolce scordare, ma leva benefica per specchiare il percorso delle classi subalterne.

Una sfida, un’altra sfida.

Gramsci è un autore, come dicevo, studiato ovunque quanto mai. Naturalmente su di lui sono stati scritti testi teatrali, poesie, sceneggiature per film, ecc. Anche in Sardegna, e forse a maggior ragione, è successo e succede da decenni. Succederà ancora. Tuttavia un progetto come il nostro mancava.

Lo scrivere la sua vita in ottave logudoresi è certamente la parte grossa dell’iniziativa, la “pancia” del progetto. La base. Dalla base si parte per edificare poi una narrazione in forma di spettacolo. La cosa corrisponde a diverse esigenze, e qualche conferma.

Un’esigenza è quella di far conoscere Gramsci in un modo originale e ad un pubblico vario fatto di alunni delle scuole, appassionati di tradizioni popolari, i nostri fan, i giovani. In Sardegna e fuori, col canto, la musica, il tenore.

Il canto che trasmette contenuti, in questo caso una vita. La vita di uno dei personaggi sardi più famosi di tutti i tempi, veicolata con una modalità arcaica, la musica de su tenore e delle launeddas. Una narrazione originale con un filo conduttore unico e di indubbio interesse e valore: vita e opere di Antonio Gramsci.

Con “GRAMSCI, un’Omine, una Vida” vede la luce il primo lavoro di un trittico (sempre libro e spettacolo omonimo) che poi ci porterà a scrivere e cantare Emilio Lussu ed Enrico Berlinguer. A Dio piacendo.

Una sfida appassionante. Mi ha pervaso le cellule della mente, sentivo nell’intimo che dovevo imbarcarmi in questa suggestiva e molto toccante avventura.

Già, toccante perché Gramsci è vittima di mille sventure: la tragedia umana, il disfacimento del corpo, le inenarrabili sofferenze fisiche. La tragedia politica del fascismo, che lo ha imprigionato per impedire al suo cervello di funzionare. L’isolamento in cella, l’abbandono. Un grandissimo amore ostacolato dalla vita, dalla sofferenza, un figlio appena abbracciato, un altro mai conosciuto.

Tutte cose che ho interiorizzato e mi hanno posseduto. Che ho raccontato spero in maniera fedele alla realtà. Ma non ho inventato nulla, solo ho messo del mio immaginando “stati d’animo”, passioni, afflizioni: sue, di mammà Peppina, di Teresina, di Julka, Tania e tutti i personaggi della sua breve e sventurata esistenza.

Ho letto tantissimi libri, suoi e di altri, la bibliografia lo testimonia. Ho sentito suoi parenti, che ringrazio dal profondo del cuore: hanno aggiunto particolari non sempre riscontrabili sui libri, e ne ho fatto tesoro.

Ho sentito studiosi e storici, a cominciare da Giuseppe Vacca, Angelo D’Orsi, Francesco Giasi, Salvatore Zucca…

E poi naturalmente mi sono confrontato con tanti amici delle associazioni che a Gramsci si richiamano.

Tutti, nessuno escluso, mi hanno dato un prezioso contributo di conoscenza: li ringrazio davvero tantissimo, sperando che il lavoro sia degno di cotanto personaggio.

Ho cercato di trasporre in rima logudorese contenuti e dati in maniera la più fedele possibile. E così facciamo durante lo spettacolo che è l’impalcatura dell’omonimo progetto, che gira in lungo e in largo da due anni.

Ho sempre sostenuto (i miei fraterni compagni de su tenore lo sanno bene) che la sublimazione dell’arte è creare. Creare è rischiare, mettersi in gioco.

In questo caso io ho creato “un presupposto”, cioè il libro. Un racconto in maniera originale (in lingua sarda, logudorese) della vita di Gramsci. Dal libro discende poi lo spettacolo, e ancora l’Omonimo CD a breve in circolazione con La Nuova Sardegna. Il pubblico dirà, come sempre, e darà il suo responso.

Tonino Cau

TUTTI GLI EVENTI

IL VIAGGIO CONTINUA

3 luglio canteremo Gramsci a VALENCIA, Spagna. Sarete aggiornati…

PIRAN (Slovenia)

Splemdida cittadina di mare, penisola d’Istria, un tempo italiana. Concerto su GRAMSCI nel caffè Teatro municipale, preceduti da un coro locale, opportunamente preparati per l’evento dal musicista italiano Stefano Saletti. Grandissimo interesse per il canto a tenore, le launeddas e Gramsci. Una promessa: tornerete a Piran… Già contattati: da cosa nasce cosa.

GINEVRA

Vi eravamo stati non da molto, e sempre per cantare Gramsci. Siamo tornati grazie alla Società dante Alighieri, alla comunità sarda della città, all’Anpi. Ginevra è simbolica anche perché vi nacque Julia Schucht, la bellissima Julka che divenne poi la moglie di Antonio Gramsci. Una commozione parossistica era la padrona della sala dell’Università operaia. Eh, ginevra non delude mai.

SOFIA

Malgrado ci aspettassimo un più numeroso pubblico, non di meno si è trattato di una esperienza molto interessante. Prima di noi, per fare gli onori di casa, hanno cantato le giovani “Voci Bulgare”, allieve di canto al conservatorio che ospitava l’evento. Un canto a cappella stranissimo per noi, ma senza dubbio straordinario.

STOCCOLMA

Nel salone dell’Istituto Italiano di Cultura, progettato da Giò Ponti, il pubblico, basito, ascolta in regìligioso silenzio i canti su Gramsci. Il Dott. Diego Pani traduce in simultanea. Un concerto professionalmente impeccabile, degno della location che lo ospita. Un altro granello internazionale che esalta la pregnanza del canto e della musica sarda che incornicia storia e storie. Ad meliora.

UMEA

Neve tantissima, temperature polari, ma bellissima esperienza: il giorno 8 GRAMSCI pocket all’Universià, una piccolo concerto per studenti e insegnanti. Nel pomeriggio lezione agli studenti di musicologia, con l’etnomusicologo Diego Pani. Stimolante.
Il giorno 9 il concerto completo dentro la tenta Sami. Una tenda in stile Sami (il popolo nomade che andava al seguito delle renne…) accoglie il festival del popolo Sami, al centro della città (oltre 100mila abitanti, capitale europea della Cultura nel 2014, 150 km a sud del circolo polare artico…). Standing ovation finale. Da brividi….Indimenticabile. Mai visto un sardo qa quelle latitudini.

OSLO

Ci aspetta la sala dell’Istituto Italiano di Cultura di Oscarsgate, ed è la terza volta che vi cantiamo. Sala strapiena, gente in piedi, tripudio allo stato puro. Un amico siciliano che non si perde un evento dell’Istituto ci gratifica così: “Mai visto il pubblico norvegese che frequenta l’istituto così coinvolto e partecipe”. Anche per noi, una nuova emozione. le ballerine sono state fantastiche, una cornice sontuosa ad uno spettacolo che ha lasciato tracce molto piacevoli.

BERGEN

Quarta volta in Norvegia per i tenores di Neoneli, prima volta a Bergen. Organizzata dal prof. Marco Gargiulo dell’Università, si è trattato di un concerto conferenza su GRAMSCI e sulle musiche e canti tradizionali della Sardegna. Il connubio canto-racconto, e il racconto cantato della vita e le opera del martire di Ales ha destato molta ammirazione fra i presenti, alcuni dei quali sardi.

DUBLINO

Poi siamo stati in Irlanda. Mai stati prima. Dublino, la capitale, ci accoglie freddolosa ma gentile.
La chiesa Unitarian Church era strapiena, anche lateralmente. Il concerto è stato davvero apprezzato. Standing ovation finale. Lo stesso Ambasciatore si è complimentato, per non dire della Direttrice dell’Istituto Italiano di Cultura, la Prof.ssa Renata Sperandio. Intervista a Radio Dublino. Davvero inaspettato, commovente.

CINA

Anche in Cina il progetto su Gramsci ha riscosso unanime consenso, sia a Pechino che a Tianjin.

Era la seconda volta che i tenores di Neoneli cantavano in Cina. Quest’anno, per il tramite dell’Istituto Italiano di Cultura, ci ha chiamati l’Ambasciata Italiana a Pechino. Ottima preparazione. Libretti di sala plurilingue, coi testi su GRAMSCI opportunamente riportati in versione sarda e tradotti in inglese e cinese. Interprete in diretta per il parlato. Insomma, una situazione professionale al 100%. Pubblico delle grandi occasioni, con molti cosiddetti Vip, aficionados delle iniziative italiane. Contatti allacciati per eventuali sviluppi futuri. La Cina ha fame di tutto, e la cultura italiana fa gola. Molto interessante.

A Tianjin, la seconda tappa, ospiti dell’associazione di amicizia Flight Corporation, siamo stati fatti oggetto di una accoglienza speciale, a cominciare dall’albergo, hotel di prima categoria nel centro della città. Si è cantato nel teatro della più grande università della città (una megalopoli di 15 milioni di abitanti), spazi sconfinati. Sala piena, pubblico entusiasta, bis, presenti alcuni italiani, e persino una studentessa sarda. Indimenticabile accoglienza. Promesse.
Naturalmente anche in CINA, come in TUNISIA, e a La REUNION, la coppia fedele dei nostre magici musicisti era quella del duo Orlando ed Eliseo Mascia.

Isola de LA REUNION

In questa lontana isola dell’Oceano Indiano, francese ad ogni effetto, si svolge da qualche anno il Festival Internazionale Sete Sois Sete Luas. In altra parte del sito sono riportati i supporti pubblicitari. Quest’anno il festival ha subito all’improvviso un ridimensionamento a causa dei Gilet Gialli, che anche laggiù si sono fatti sentire. Addirittura è stato decretato il coprifuoco per qualche giorno. A causa di ciò una parte dei concerti e iniziative serali sono stati annullati del tutto. Altri sono stati confermati in fasce orarie e locations diverse, per ovviare sia al coprifuoco che ai blocchi stradali presenti nella parte nord occidentale dell’isola, dove appunto era previsto il Festival.

I nostri concerti si sono tenuti, assieme ad una band dell’isola Brava di Capo Verde, in una casa d’accoglienza, località Tan Rouge-Saint Paul, e nello spazio di un teatro espace all’aperto chiamato Kaz Kabar, nel comune di Le Port.

Nello spazio dedicato ci siamo esibiti e apprezzati, proponendo i testi del tributo a Gramsci, la cui fama evidentemente è arrivata anche laggiù, se è vera la curiosità dimostrata dal fuoco di fila di domande di cui siamo stati oggetto. Nella circostanza abbiamo diviso lo spazio con Danyel Waro, il più grande interprete dello stile Malo Ya, un canto di origine creola unico al mondo, tipico dell’isola de La Reunion, appunto. Lo stile è, al pari del “canto a tenore”, Patrimonio dell’Umanità per l’Unesco.

Tunisia

Anche in Tunisia il progetto su Gramsci ha riscosso unanime consenso, sia a Beja che a Teborsouk. Il 4 ottobre 2018 all’Università di Beja, stracolma di giovani interessati ed entusiasti, il concerto ha coinvolto il pubblico presente, sopratutto nei brani a ballo, accompagnati con ritmici battimani.

Analoga accoglienza il giorno dopo a Teborsouk, nel centro culturale, dove c’è stato anche un interessate confronto con un gruppo locale.

In entrambe le serate prima di noi si è esibito il trio Uruena, del famoso chitarrista Luis Delgado.

Portogallo

Nella nazione lusitana li aspettava la produzione CUNFRONTOS, realizzata lo scorso anno da Tonino Cau e soci dopo una interessantissima residenza artistica nella sede oristanese dei tenores.

Assieme ai tenores di Neoneli, che hanno incastonato i brani dedicati ad Antonio Gramsci (progetto di internazionalizzazione finanziato dalla Regione Sardegna, ai fini del bando Por IDENTITY-LAB, e sostenuto anche dalla Fondazione di Sardegna), hanno incantato il pubblico di Oeiras e Ponte de Sor artisti provenienti da cinque nazioni diverse: Josè Barros dal Portogallo, Lola Nunes dal Brasile, David Leon dalla Spagna, Lucio Vieira da Capo Verde e Jean Marie Frederic dalla Francia.
Lo spettacolo offerto prevedeva appunto canti e musiche di ognuna delle nazioni citate, col cammeo centrale dedicato invece alle sonorità sarde, nel tributo ad Antonio Gramsci. Apprezzamenti ed entusiasmo sono stati il leit motiv della tournée finita in un crescendo assoluto.

Marocco

In Marocco il progetto su Gramsci ha destato tantissima attenzione, con intervista anche della televisione nazionale. Il console italiano di Essaouira ha manifestato l’intenzione di invitare nuovamente il gruppo per una fiera internazionale di Turismo e World Music prevista il prossimo anno nella città e a Marrakesh.

Grecia

Un bellissimo spettacolo presso il vecchio Villaggio San Marco, edificato il secolo scorso in epoca fascista, quando l’isola è stata italiana per qualche decennio. Presenti Sindaco, Console Italiano, rappresentanti degli italiani residenti (circa 3.000) e di coloro che hanno studiato in Italia, un bellissimo gruppo di danze locali, e naturalmente un numeroso pubblico locale. Molto apprezzati da tutti i valori della nostra cultura identitaria (canti, musiche, strumenti musicali) dedicati nella fattispecie alla vita e alle opere di Antonio Gramsci. Esaltante anche il confronto delle launeddas con la lira greca. Commovente e promettente. Il Console Nikolaos Farmakidis, splendida e preparatissima persona, ci ha già rivolto l’invito per il prossimo anno. Ci chiede di tornare con alcuni ballerini. Stavolta ella capitale dell’isola, magnifica città magnificamente conservata a millenni di storia.

India

Serata a Nuova Delhi(Aprile 2018), tributo ad Antonio Gramsci nella sala dell’Istituto Italiano di Cultura della capitale indiana. Seconda serata presso l'”Indira Gandhi Nationale center of the arts”.

Messico

Novembre 2017, tributi ad Antonio Gramsci. Serata a Città del Messico presso il teatro dell’Istituto Italiano di Cultura. Serata nella città di Zacatecas (Patrimonio dell’Umanità Unesco per il suo meraviglioso centro storico perfettamente conservato), capitale dell’omonimo stato. Terza serata al CeNArt, Centro Nazionale delle Arti di Città del Messico.

Ginevra

Luglio 2017 – Conferenza di presentazione e due spettacoli tributati in memoria del nostro. La chiesa di Saint Germain è gremitissima ognuno dei due giorni.